Chi scrive
Jimenez Julien, chi c’è dietro RettaAsilo
Costruisco strumenti gestionali piccoli per mestieri che non hanno un ufficio amministrativo, e il nido è il caso limite: chi accoglie i bambini al mattino è la stessa persona che la sera conta i giorni di frequenza. Ho scelto questo settore perché l’errore amministrativo qui non è un dettaglio contabile: è una ricevuta sbagliata che blocca il bonus nido di una famiglia, o un’ora tolta alla sezione. RettaAsilo nasce da questa idea semplice, che il dato vada raccolto una volta sola, dove nasce, e che il resto debba venire da sé.
Chi sono e di che cosa mi occupo
Mi chiamo Jimenez Julien e progetto software gestionali di taglia piccola per organizzazioni che non hanno un reparto amministrativo. Non lavoro su piattaforme che pretendono di sostituire il commercialista o il sistema contabile di un ente: lavoro sul pezzo di mestiere che nessuno vuole fare e che nessuno può evitare, cioè trasformare quello che succede davvero durante la giornata in numeri corretti a fine mese.
RettaAsilo è la mia risposta per i nidi, i micronidi e le scuole dell’infanzia paritarie. Fa tre cose e le fa in fila: raccoglie le presenze dove si formano, cioè in sezione e all’ingresso; applica il regolamento delle rette che la struttura ha già scritto, con la quota fissa, la quota pasto, il prolungamento, le riduzioni e le fasce di contribuzione; produce le ricevute mensili con il dettaglio che le famiglie useranno per il bonus asilo nido dell’INPS e per la detrazione delle spese di frequenza. Fuori da questo perimetro non vado: RettaAsilo non tiene la contabilità del nido, non emette fatture elettroniche al posto dell’ente e non prende il posto del professionista che segue il bilancio.
Sono anche la persona che scrive gli articoli di questo blog e che risponde alle richieste che arrivano dal modulo di contatto. Non c’è un servizio commerciale in mezzo: quando scrivete, leggo io.
Perché ho scelto proprio i servizi educativi per l’infanzia
Nei nidi la distanza fra chi genera il dato e chi lo usa è quasi zero, e questo è insieme il punto di forza e il punto debole del settore. L’educatrice sa perfettamente chi ha pranzato, chi è uscito prima, chi ha usato il post nido di venerdì. Quella conoscenza però resta su un foglio appeso al muro, e il passaggio dal foglio al conteggio mensile avviene la sera, a memoria, spesso da parte di una persona che nel frattempo ha fatto altre dieci cose.
Il costo di quel passaggio non si vede nel bilancio, ma esiste. Una presenza segnata male diventa una retta contestata; una ricevuta senza il codice fiscale del genitore che ha presentato la domanda diventa una pratica che si ferma; un conguaglio calcolato tre mesi dopo diventa una telefonata difficile con una famiglia che nel frattempo aveva altri piani per quei soldi. In un settore dove le somme in gioco sono modeste per la struttura ma pesanti per la famiglia, l’ordine amministrativo è una forma concreta di rispetto.
C’è poi una ragione più semplice. Nei servizi zero sei anni le regole cambiano da Comune a Comune, da convenzione a convenzione, da regolamento a regolamento. Nessun programma generico può indovinarle. Serve uno strumento che permetta alla struttura di dichiarare le proprie regole e poi le applichi senza discutere, sempre allo stesso modo. È esattamente il tipo di problema che mi piace risolvere.
Come lavoro
Parto sempre dai documenti reali, non dalle funzioni. Quando una struttura mi contatta, la prima cosa che chiedo è il regolamento delle rette e una ricevuta già emessa: da quelle due pagine si capisce quasi tutto, dalla granularità con cui si conta l’assenza al modo in cui viene comunicato il conguaglio. Solo dopo si parla di schermate.
Il secondo principio è che il dato si scrive una volta sola, nel momento in cui accade, da chi lo conosce. Se l’educatrice segna la presenza al mattino, quel segno deve essere lo stesso che a fine mese entra nel calcolo: nessuna ricopiatura, nessun secondo registro, nessun foglio di calcolo parallelo che diventa la fonte di verità ombra.
Il terzo è che ogni importo deve essere spiegabile. Un totale che non mostra i giorni frequentati, la riduzione applicata e le voci extra costringe la segreteria a rifare il conto a voce ogni volta che una famiglia chiede conto. Per questo nelle ricevute di RettaAsilo il dettaglio non è un’opzione avanzata: è il formato normale.
L’ultimo principio riguarda la misura. Preferisco un software che fa poche cose e le fa in modo prevedibile a uno che promette di coprire tutto. Le funzioni che non servono a nessuno costano comunque attenzione a tutti.
Come verifico quello che pubblico
Gli articoli di questo blog parlano di adempimenti, di regolamenti e di soldi delle famiglie: per questo hanno regole di scrittura severe, che mi impongo da solo.
- Le norme si citano risalendo alle fonti ufficiali: i testi normativi, le pagine dell’INPS per il bonus asilo nido, quelle dell’Agenzia delle Entrate per la detrazione delle spese di frequenza e per la trasmissione dei dati, il D.lgs. 65/2017 per il sistema integrato zero sei anni, il Regolamento UE 2016/679 per i dati dei bambini e delle famiglie.
- Quando una regola dipende dal Comune, dalla Regione o dalla singola convenzione lo scrivo esplicitamente, invece di far passare per generale un caso locale.
- Non pubblico cifre che non posso verificare. Niente percentuali di insoluti recuperati, niente ore risparmiate, niente numeri di strutture clienti: descrivo il meccanismo e lascio che sia ciascuno a metterci i propri numeri.
- Gli importi che cambiano nel tempo, come le soglie e le fasce, li tratto come variabili e rimando alla fonte aggiornata, perché un numero congelato in un articolo invecchia male e induce in errore.
- Se un tema esce dal perimetro di RettaAsilo, per esempio la contabilità dell’ente o la fatturazione elettronica, lo dico e indirizzo al professionista competente.
Ogni articolo del blog porta la firma e la data di pubblicazione. Se una regola cambia, correggo il testo e lo dichiaro: preferisco un articolo aggiornato a un archivio che sembra completo e non lo è più.
Dove trovarmi
Questi sono i cinque profili che uso, tutti a mio nome. Su LinkedIn e su X pubblico il lavoro sugli strumenti gestionali, sugli altri il resto.
Scriviamoci
Se gestite un nido, un micronido o una scuola dell’infanzia paritaria e volete capire se RettaAsilo regge il vostro regolamento delle rette, il modo più rapido è mandarmi il regolamento stesso e una ricevuta tipo. Vi rispondo con un esempio di calcolo mensile costruito sui vostri criteri, non con una presentazione uguale per tutti. Il modulo è nella sezione contatti della home, e in alternativa potete scrivere direttamente a jimenezjulien42@gmail.com.
Va bene anche una domanda sola, senza intenzione di provare nulla: le domande delle segreterie sono la materia prima di questo blog e spesso diventano l’articolo successivo.
Tutti gli articoli che ho scritto per RettaAsilo
Il blog conta nove articoli, tutti pubblicati l’8 settembre 2026, giorno di apertura del sito. L’indice completo con le immagini e le descrizioni è nella pagina del blog.
- Come si calcola la retta del nido tenendo conto di assenze, riduzioni e pasti extra?
- Che cosa deve contenere la ricevuta del nido per il bonus nido e per la detrazione?
- Quali controlli deve fare la segreteria del nido a settembre prima dell'ambientamento?
- Perché gli errori sul registro delle presenze falsano le rette del nido ogni mese?
- Quanto costa davvero la gestione amministrativa di un micronido tra ore, insoluti ed errori?
- Conviene gestire un nido con Excel, con un gestionale contabile o con un software dedicato?
- In che modo si organizza una settimana di segreteria in un micronido da 24 posti?
- A cosa serve conoscere le parole delle rette del nido, da quota fissa a morosità?
- Quando il sistema integrato zero sei anni arriva nei nidi, che cosa cambia in segreteria?
Per una vista d’insieme di tutte le pagine potete usare la mappa del sito, oppure tornare alla presentazione di RettaAsilo, il registro delle presenze e delle rette del nido.